un tappetino
per la psiche

salendoci ho capito di avere una risorsa per trasformare le difficoltà in forza.
mi chiamo Claudia Buzzetti e sono diventata guida di yoga terapeutico per offrirti un benessere che sia interamente nelle tue mani.

sin da
bambina

ho sempre cercato ostinatamente la felicità.
Nonostante vivessi in un appartamento pieno di libri, era anche caratterizzato da imprevedibilità e i miei bisogni venivano trascurati.
Da adolescente ho iniziato a soffrire di sintomi da ptsd (prima svenimenti inspiegabili a scuola, poi attacchi di panico). Poi sono arrivati dolori cronici. Grazie allo yoga (e un’ottima cornice terapeutica) ho esplorato il mio corpo fino a farlo diventare una risorsa e uno strumento per spiccare il volo nella vita. Dopo oltre 20 anni di pratica e studio dello yoga sotto la guida diretta di un autentico maestro indiano e dei migliori professionisti in ambito di terapie somatiche, ho voluto capire i motivi che rendono lo Yoga così trasformativo e sono diventata terapeuta somatica e facilitatrice di Yoga Terapeutico. La mia pratica personale, sostenuta da uno studio serio e approfondito, mi ha guidato nel creare il metodo originale Self Tune (autoregolazione). Sono qui per aiutarti a trovare le pratiche che funzionano meglio per te per affrontare stress, ansia, panico, dolore cronico, burnout, dissociazione e insonnia.

credenziali scientifiche

Master universitario in Meditazione e neuroscienze 110/110 (UNIUD feb. 2026)

yoga terapia (in progress, the Yoga Therapy Institute)

Yoga Alliance: eERYT 500+ YACEP:

  • dal 2018, formazione avanzata a Rishikesh, india in asana, pranayama, filosofia, mantra, kriya, meditazione, yoga Nidra, kundalini classico, anatomia, trauma sensitive yoga, yoga accessibile, teoria polivagale, 30 ore di Yoga per la terza età

10 ore master workshop Somatic Experiencing con Peter Levine

140 ore in terapie somatiche (tramite the Embody Lab):

  • studio della teoria sul trauma
  • coaching somatico per la risoluzione dei problemi
  • ho studiato con con Licia Sky, Richard Strozzi Heckler, Stacy Hines, Scott Lyons, Pat Ogden, Manuela Mishke Reeds e altri

strumenti

Competenze tecniche e terapeutiche 

  • pratiche personalizzate in base a ciascuna problematica (ansia, stress, burnout, ptsd)
  • applicazione delle proprietà delle posizioni (asana) per la gestione dei problemi più comuni di benessere e per migliorare l’umore e la funzione cardiaca
  • pranayama (breathwork) come terapia integrativa e la gestione di ansia, stress, burnout e cptsd
  • soundwork (utilizzo del suono e della voce) come metodo integrativo di controllo del tono vagale
  • tecniche di rilassamento profondo per l’insonnia (BODY SCAN)
  • sequenze e tecniche specifiche per migliorare il tono del nervo vago
  • yoga come movimento somatico per il sistema nervoso
  • piani individualizzati di 4, 6 o 8 settimane
  • terapia somatica per il trauma e per la regolazione del sistema nervoso
  • embodied movement
  • riabilitazione post traumatica (DCA; PTSD)

Domande Frequenti (FAQ)

Lo yoga terapeutico è un approccio alla pratica che usa il movimento, il respiro e la consapevolezza somatica come strumenti di regolazione del sistema nervoso — non come ginnastica, non come performance.
A differenza dello yoga che vedi sui social, non parte da una sequenza fissa da eseguire correttamente. Parte da te: dal tuo stato presente, dalla tua storia, da quello che il tuo corpo sa già e da quello che ha dimenticato a causa del dolore o del trauma.
È una disciplina con radici millenarie — negli Yoga Sutra di Patanjali il corpo non è mai separato dalla mente, e la pratica non è mai separata dall’etica — che oggi trova conferma nella ricerca neuroscientifica contemporanea sul sistema nervoso autonomo e sul dolore cronico.
Non è medicina alternativa. È medicina integrativa: un percorso che non sostituisce il tuo medico, ma lavora in profondità su quello che la visita di 15 minuti non ha il tempo di ascoltare.

Lo yoga tradizionale — quello che trovi nella maggior parte degli studi — parte da una sequenza. Tu ti adatti alla pratica. Lo yoga terapeutico inverte questa logica: è la pratica che si adatta a te.
Questo significa che non esistono posizioni giuste da raggiungere, progressi da dimostrare, corpi da correggere. Esistono segnali da ascoltare e risposte da rinegoziare — con pazienza, con curiosità, senza coercizione.
Non è yoga “facilitato” o yoga per chi non riesce a fare quello vero. È un approccio radicalmente diverso a cosa significa stare nel corpo.

Self Tune è il metodo che ho sviluppato in 25 anni di pratica personale e oltre 8 anni di insegnamento in contesti difficili — carceri, spazi per persone con dolore cronico, comunità che il sistema aveva smesso di ascoltare.

Il nome dice già tutto: l’obiettivo non è che tu segua una frequenza esterna, ma che tu impari a sintonizzarti sulla tua. Attraverso pratiche che integrano neuroscienze, somatica e filosofia yogica, Self Tune ti guida a costruire una relazione diversa con il tuo sistema nervoso — non per controllarlo, ma per dialogarci.

Non è un metodo per guarire. È un metodo per riprendere il filo.

A chi sente che il proprio corpo ha una storia che la medicina tradizionale non ha avuto il tempo di ascoltare. A chi convive con dolore cronico, stress, ansia, insonnia, burnout — e ha smesso di aspettarsi che qualcuno dall’esterno risolva tutto.

Non è necessario essere “già benestanti” per partecipare: i miei percorsi nascono da una convinzione politica precisa, che l’accesso al benessere non debba dipendere dal portafoglio. Per questo il prezzo è accessibile per scelta, non per strategia di marketing.

Lavoro principalmente con donne e persone socializzate come donne, con un’attenzione particolare alle esperienze marginalizzate — corpi che il sistema del wellness mainstream tende a ignorare o a rappresentare male.

No. Anzi, a volte chi non ha mai praticato arriva con meno aspettative da smontare.

Quello che serve è la disponibilità a stare nel proprio corpo con un po’ più di gentilezza di quanto si è abituate a fare. Non una posizione perfetta, non una mente già allenata alla meditazione. Solo quella disponibilità, anche se è piccola e incerta.

Sì, è esattamente lì che il metodo Self Tune dà il meglio. Ho lavorato con persone con endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, PTSD, sindrome del colon irritabile — patologie che spesso condividono una radice comune: un sistema nervoso che ha imparato a vivere in allerta.

I miei percorsi non sostituiscono il trattamento medico e non promettono guarigioni. Offrono qualcosa di diverso: uno spazio dove il tuo corpo non è un problema da risolvere, ma un’intelligenza da riscoprire.

Ogni sessione inizia sempre dall’ascolto — non da una sequenza prestabilita. Prima di muoverci, ci fermiamo: come stai oggi? Cosa sente il corpo in questo momento? Da lì si parte, ogni volta.

La pratica integra movimento consapevole, tecniche di respiro, rilassamento profondo e momenti di riflessione somatica. Il ritmo è lento per scelta — non perché sia yoga “facile”, ma perché il sistema nervoso ha bisogno di tempo per sentirsi al sicuro prima di poter cambiare qualcosa.

Non ti verrà mai chiesto di spingere oltre il limite. Ti verrà chiesto di notare dov’è il limite — e di starci vicina con curiosità, non con forza.

Entrambe. I percorsi di gruppo si svolgono online via Zoom, con registrazioni disponibili per chi non riesce a essere presente in tempo reale. Le sessioni individuali possono essere online o in presenza a Milano.

L’online non è una seconda scelta: per molte persone che convivono con dolore cronico, poter praticare da casa propria — dal proprio spazio, nel proprio tempo — è parte integrante della cura.

I percorsi di gruppo durano generalmente sei settimane, con una sessione live a settimana di circa 75 minuti più materiali e mini pratiche autonome tra una sessione e l’altra.

Le sessioni individuali hanno una struttura più flessibile, costruita insieme in base alle tue esigenze e ai tuoi obiettivi. Di solito si parte da un ciclo di quattro o sei incontri, con la possibilità di continuare.

In entrambi i casi, c’è sempre una telefonata conoscitiva gratuita prima di iniziare — perché il contesto conta, e voglio capire se posso davvero esserti utile.

Puoi pagare con la carta di credito, via paypal, via bonifico o in contanti per le pratiche in presenza. 

Puoi avere tutte le informazioni sui percorsi che offro qui sulla mia piattaforma di prenotazione o scrivendomi una email a cb@selftune.yoga 

Prima propongo sempre di fare un colloquio conoscitivo di mezz’ora gratuito. Scrivimi un whatsapp al 3334155373  Se vuoi provare una sessione individuale il prezzo per la prima lezione è di 30€ per consentirti di provare ad un prezzo più accessibile, e di 60€ per le successive. Possono essere attivati pacchetti di più lezioni a prezzi più vantaggiosi. 

La sicurezza nelle mie sessioni non è un protocollo. È una struttura relazionale. Significa che ogni pratica parte dall’ascolto del tuo stato presente, che non viene mai chiesto di fare qualcosa che il corpo non vuole fare, che le invitation — non istruzioni — lasciano sempre spazio alla scelta.

Lavoro con un approccio trauma informed: so che in una stanza ci sono storie che non conosco, e costruisco lo spazio di conseguenza. Questo significa linguaggio inclusivo, ritmo lento, assenza di aggiustamenti fisici non richiesti, e la libertà di fermarsi — sempre, senza spiegazioni.

Se stai attraversando un momento particolarmente difficile o hai una diagnosi specifica, te lo chiedo nella telefonata conoscitiva. Non per escluderti, ma per capire come accompagnarti meglio.

Per i percorsi di gruppo: se dopo la prima sessione senti che non fa per te, ti rimborso interamente. Basta dirmelo — il tuo corpo sa già, fidati di quello che sente.

Per le sessioni individuali: cancellazioni con almeno 24 ore di preavviso non comportano nessun costo. Sotto le 24 ore la sessione viene considerata effettuata.

Non ho politiche complicate perché non mi interessa trattenere nessuna contro la propria volontà. Se non funziona, lo diciamo e basta.

Le pratiche proposte nei percorsi Self Tune sono strumenti di benessere e regolazione somatica. Non costituiscono diagnosi, trattamento medico o intervento psicoterapeutico, e non sostituiscono in nessun caso il lavoro con il tuo medico, ginecologo, psicologo o psichiatra.

Se stai seguendo un percorso terapeutico, ti chiedo di informare il tuo professionista di riferimento della tua partecipazione — non perché ci sia incompatibilità, ma perché la cura funziona meglio quando chi ti segue sa cosa stai facendo.

In caso di sintomi acuti, crisi o situazioni di emergenza, rivolgiti sempre al tuo medico o ai servizi sanitari competenti.